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Uno zaino, e dentro allo zaino matita e quaderno. 

Le scarpe da corsa, la bicicletta, treni e autobus di linea: su e giù per la nostra Provincia per continuare a scoprirla, incontrare persone, raccogliere tutto il bello e farsi carico delle cose ancora da fare.

Sono convinto che non puoi rappresentare un territorio se non ti sei consumato le suole per conoscerlo, per capirlo. E' quello che ho sempre fatto: da giornalista cercando le storie più belle, da Sindaco senza mai risparmiarmi. 

Tutto quello che sono, tutta la passione che ho, adesso li porto a Bologna. 

Le ultime news 

28 aprile 2021

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La Regione Emilia-Romagna prima in Italia a chiedere moratoria sui brevetti

Servono più dosi di vaccino, ad un prezzo più basso e distribuite in maniera equilibrata ovunque altrimenti il virus non lo fermeremo: per questo la proprietà dei brevetti va ridiscussa”, è questo il senso della risoluzione del consigliere reggiano Andrea Costa (Pd) approvata ieri dalla Regione Emilia-Romagna, prima in Italia a prendere posizione sul tema. La posizione è netta: “Si è arrivati in tempi rapidi a individuare diversi vaccini efficaci grazie alla condivisione dei dati sulla ricerca a livello mondiale, ci sono stati 100miliardi di dollari di contributi pubblici alle aziende farmaceutiche che hanno fatto ricerca: è assurdo, quindi, che il vaccino non venga considerato un bene comune da mettere a disposizione di tutti – spiega Costa -. Le aziende che detengono i brevetti non riescono a soddisfare la domanda, l’unica soluzione è consentire ad altre aziende di iniziare la produzione trasferendo loro le conoscenze necessarie”

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30 marzo 2021

"Vaccinazione degli insegnanti frontalieri, c’è l’accordo. "

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Risolto il problema di quei docenti che risiedono in Lombardia ed insegnano in Emilia-Romagna

 

Vaccinazione degli insegnanti frontalieri, c’è l’accordo. Risolto il problema di quei docenti che risiedono in Lombardia ed insegnano in Emilia-Romagna e che a causa delle modalità differenti di vaccinazione tra i due territori rischiavano di essere esclusi dalla somministrazione: a richiamare la necessità di un accordo sono stati, ad inizio marzo, i consiglieri regionali del Pd Andrea Costa e Antonella Forattini che siedono, rispettivamente, nell’assemblea legislativa di Bologna e Milano.

 

“In Emilia si è affidata la vaccinazione degli insegnanti ai medici di medicina generale e, quindi, si potevano prenotare solamente i docenti residenti dentro i confini regionali. In Lombardia, invece, si vaccinava tutto il personale in servizio presso gli istituti scolastici che insistono all’interno della regione. Ecco che quei docenti lombardi che insegnano in Emilia non sapevano dove vaccinarsi – spiegano i due consiglieri -. A noi si sono rivolti molti docenti sapendo che già su diverse questioni abbiamo lavorato unitariamente nei nostri rispettivi consigli essendoci molte questioni che legano Emilia e Lombardia. La questione è stata posta alla Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni e ora è stata trovata una soluzione”.   Continua a leggere 

9 marzo 2021

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Andrea Costa:
“Il Pd in Emilia-Romagna e Lombardia chiede di vaccinare tutti gli insegnanti frontalieri” 

Richiesta congiunta dei democratici, le due Regioni confinanti hanno definito criteri diversi per l’accesso al vaccino anti covid19 

Il Pd dell’Emilia-Romagna e quello della Lombardia avanzano una richiesta unitaria: quella di vaccinare tutti gli insegnanti frontalieri, ovvero quelli che si spostano fuori regione per lavoro, in questa fase. 

“Ho raccolto insieme alla collega lombarda Antonella Forattini, l’istanza di numerosi insegnanti che vivono presso i confini regionali e che segnalano un’impasse che va assolutamente risolta. – riporta il consigliere regionale reggiano Andrea Costa, che spiega – Il problema è causato dai due diversi sistemi di gestione adottati dalle Regioni: in Lombardia il criterio è quello di vaccinare gli insegnanti che lavorano negli istituti lombardi, mentre in Emilia-Romagna si ragiona per residenza e non per luogo di lavoro”. 

“Ne deriva che gli insegnanti emiliani che lavorano in Lombardia possono vaccinarsi in Lombardia, ma non viceversa” sintetizza Costa. 

“Con la consigliera Forattini, abbiamo quindi chiesto che venga uniformato al più presto il criterio di prenotazione del vaccino per evitare ulteriori e disagi e ritardi. Molti, infatti, sono gli insegnanti che si sono rivolti a noi non sapendo come fare per essere vaccinati. Ed è grazie a queste segnalazioni che abbiamo raccolto dal territorio che mercoledì 10 marzo la questione verrà affrontata in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni” aggiunge in conclusione il consigliere regionale Pd. 

2 marzo 2021

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Il vaccino è patrimonio dell'umanità, non di qualche azienda privata

Più dosi di vaccino, a prezzi più bassi e distribuite in maniera equa: per arrivarci si deve aumentare la produzione superando gli ostacoli legati alla proprietà dei brevetti. Ho chiesto al Pd nazionale, durante la direzione che si è tenuta lunedì a Roma, di sostenere insieme a me le campagne internazionali per ottenere che soggetti terzi possano produrre le dosi che ci servono per vaccinare rapidamente tutti.

Un risultato che si può raggiungere se: viene sospesa temporaneamente la cosiddetta ‘proprietà intellettuale’; oppure se si ottengono le licenze da parte delle aziende titolari in cambio del pagamento di alcune royalties. Gli europarlamentari del Pd si stanno adoperando per arrivare all’aumento della produzione (devo ringraziare per gli aggiornamenti Patrizia Toia), il Pd nazionale ha deciso di scendere in campo approvando la mia risoluzione: “Si introducano obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materie di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale e/o di dati relativi al Covid 19 in un pool tecnologico o di brevetti […]. Un impegno ed una battaglia che il Pd con i suoi parlamentari europei, nazionali, con i suoi amministratori e con i suoi iscritti si assume a tutela della salute di tutti”. In sostanza, il vaccino è patrimonio dell’umanità, non di qualche azienda privata. Un grazie a chi ha condiviso con me la proposta portata a Roma: Marcella Zappaterra, Roberta Mori, Paolo Furia, Pietro Bussolati, Antonella Bernardelli, Michele Fina. Ed un grazie per l’appoggio a Valentina Cuppi che ha presentato durante l’assemblea la mia proposta e al segretario Nicola Zingaretti. 

2 febbraio 2021

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Dopo i 28 milioni di euro per l’elettrificazione della Parma Suzzara, ancora più risorse per il rilancio delle linee ferroviarie su cui si snoda il collegamento diretto fra Mantova e Reggio Emilia 

Via libera unanime alla risoluzione presentata dal consigliere Pd Andrea Costa 

Dopo i 28 milioni di euro per l’elettrificazione della Parma Suzzara, ancora più risorse per il rilancio delle linee ferroviarie su cui si snoda il collegamento diretto fra Mantova e Reggio Emilia.  

Via libera in Assemblea alla risoluzione del consigliere regionale del Pd Andrea Costa che impegna la giunta regionale a ricorrere ai mutui della Banca d’Investimenti Europea, o a fare richiesta di fondi nell’ambito del Recovery Plan, per completare gli investimenti di riqualificazione delle linee Parma-Suzzara-Poggio Rusco, Guastalla-Reggio e Reggio-Ciano: “In questi anni abbiamo decisamente accelerato nell’ammodernamento delle nostre linee, le elettrificazioni sono ormai in corso di ultimazione su quasi il 70% delle ferrovie regionali, sulla restante parte andremo a gara quest’anno, ma noi siamo già proiettati oltre – spiega Costa -. Una volta elettrificate le linee si dovrà intervenire, concertando con i territori, sulla riqualificazione delle fermate, sulla razionalizzazione dei passaggi a livello e anche sulla rifunzionalizzazione delle Stazioni: c’è un patrimonio immobiliare importante che può essere trasformato in luoghi di aggregazione per i nostri paesi. Ecco perché diciamo che serviranno ulteriori risorse, in grado di mettere a pieno valore gli investimenti straordinari che questa Regione sta facendo”.  

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30 dicembre 2020

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Ridurre drasticamente l’inquinamento, dare sollievo ai bilanci familiari riducendo i costi energetici

È una legge di sinistra quella di cui sono stato, per la mia prima volta, relatore.

Perché servirà a far funzionare meglio il superbonus per riqualificare dal punto di vista energetico gli edifici esistenti.

E questo cosa significa?

Che consumeranno meno elettricità e meno gas, quindi inquineranno meno e permetteranno alle famiglie di risparmiare sulle bollette.

In Emilia-Romagna la maggior parte degli edifici esistenti è stata costruita tra il 1946 e il 1970, il settore domestico assorbe il 40% dei consumi energetici (quello industriale il 38%). Edifici vetusti che contribuiscono al 36% delle emissioni di anidride carbonica e per il 70% delle emissioni di polveri sottili. Negli ultimi 10 anni le famiglie italiane hanno subito un rincaro dei prezzi per l’elettricità del 35% e del 23% per il gas, così facendo esplodere anche da noi il fenomeno della cosiddetta ‘povertà energetica’: cioè non avere abbastanza reddito per scaldarsi.

Ecco perché è di sinistra riqualificare gli edifici vecchi: perché significa inquinare meno, perché vuol dire aiutare le famiglie ad affrontare i propri bisogni.

Con questa legge in Emilia-Romagna ci proviamo.

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12 novembre 2020

Palestre, piscine e impianti sportivi: il Pd presenta una risoluzione 

Costa e Marchetti: “Subito sostegni economici e un tavolo di confronto per il comparto sportivo” 

I consiglieri regionali Andrea Costa e Francesca Marchetti hanno presentato una risoluzione sul tema impegnando la giunta “a sollecitare il Governo affinché preveda misure di sostegno tempestive a favore di un comparto che in Italia conta più di 100.000 impianti tra palestre, piscine e campi sportivi, e che rappresenta la forza motrice che alimenta non solo il benessere psicofisico dei cittadini ma anche un volano economico da salvaguardare, in quanto garantisce occupazione a tantissime persone”. Continua a leggere 

5 ottobre 2020

Gazzetta di Reggio, di Modena e Nuova Ferrara, il Pd chiede alla Regione di tutelare i lavoratori 

Andrea Costa e Roberta Mori (Pd): “Solidarietà ai lavoratori e lavoratrici, importante non disperdere le professionalità legate a tre testate che sono punti di riferimento per le comunità locali” 

Vogliamo sottoporre la questione all’attenzione del Presidente e della Giunta per verificare i margini di interessamento e di intervento sulla difficile situazione affrontata dalle redazioni della Gazzetta di Reggio, di Modena e de la Nuova Ferrara. In particolare, chiediamo che si tuteli il lavoro e le professionalità dei redattori coinvolti” – dichiarano. “Non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del gruppo, che vivono queste ore con apprensione. – dichiarano i consiglieri democratici Costa e Mori – Le testate interessate dalla trattativa in Emilia-Romagna rappresentano un patrimonio e un’esperienza unica nel panorama dell'informazione italiano. Sono quotidiani che da decenni garantiscono un’informazione plurale, libera e indipendente ai lettori emiliani. Veri e propri punti di riferimento per le comunità locali”. 

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29 luglio 2020

“Dire sì al Mes significa avere 2 miliardi di euro da investire per la sanità dell’Emilia-Romagna”

Approvato ordine del giorno a prima firma Costa (Pd). L’Emilia-Romagna-è la prima regione a deliberare sull’argomento

Siamo stati la prima Regione a dire "sì ai fondi del Mes".

Lo abbiamo fatto votando la risoluzione che ho preparato insieme alla capogruppo Marcella Zappaterra e con il sostegno dei colleghi del Consiglio.

"Cosa fare con quelle risorse? Puntare su una sanità di prossimità accessibile a tutti, potenziare gli ambulatori dei medici di medicina generale creando vere e proprie équipe territoriali, investendo nell’informatica per collegare meglio ospedali e rete del territorio, rafforzare la dotazione strumentale dei nostri ospedali. La strada davanti a noi è chiara e vorremmo sottrarre le valutazioni sull’opportunità di utilizzare oppure no il MES al dibattito volutamente ideologico, agganciandolo piuttosto alla sua reale efficacia delineando con grande senso pratico quali nuove opportunità garantirebbe per i cittadini emiliano-romagnoli. In questo c’è una responsabilità collettiva: tocca ad ogni rappresentante delle Istituzioni diffondere giusta informazione su questo argomento e spiegare correttamente ai cittadini cosa si potrà fare per la cura delle persone con quelle persone e cosa non si potrà fare rinunciandovi”.

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24 luglio 2020

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Andrea Costa: “Massima attenzione alla filiera del Parmigiano Reggiano”

Il consigliere reggiano interroga la Giunta per dare pieno sostegno ai soggetti coinvolti e monitorare la dinamica della produzione di questa eccellenza enogastronomica locale

“Cosa vuole e può fare la Regione Emilia-Romagna per sostenere la filiera produttiva del Parmigiano Reggiano?”. A chiederlo è il consigliere regionale reggiano Andrea Costa che dedica a questa eccellenza del patrimonio enogastronomico emiliano una interrogazione. Viene segnalato il pesante calo delle quotazioni del Parmigiano Reggiano, determinato prevalentemente dall’incremento della produzione al di sopra delle soglie previste dai piani produttivi, ma anche dalle aspettative negative legate ai dazi imposti dal Governo americano e agli effetti della Brexit, cui si sono aggiunti negli ultimi mesi i timori di riduzione delle vendite all’estero a causa del lockdown. Continua a leggere  

7 aprile 2020

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Andrea Costa: "Istituire un fondo salvabilanci di famiglie e Comuni"

Risoluzione PD a sostegno di servizi scolastici e trasporto pubblico

“Un fondo ‘salva bilanci’ di famiglie e Comuni”. Questo il senso della risoluzione presentata dal gruppo Pd in Regione Emilia-Romagna a prima firma del consigliere regionale Andrea Costa e sottoscritta oltre che dalla capogruppo Marcella Zappaterra da numerosi colleghi.

“Creare uno speciale stanziamento regionale per coprire la mancata compartecipazione delle famiglie al costo dei servizi educativi e scolastici che dalla fine di febbraio sono stati sospesi a causa del coronavirus. — spiega Costa — Minori entrate che non possono ulteriormente gravare sui bilanci comunali, che già largamente coprono il costo reale di quegli stessi servizi, e che nemmeno possono essere riversate sulle imprese erogatrici del servizio”.

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9 febbraio 2020

Colloquio con Andrea Costa_espresso_9 fe

Caro Pd, ascolta la lezione dell'Emilia

Espresso 9 febbraio 2020

Intervista ad Andrea Costa - Caro Pd, ascolta la lezione dell`Emilia

 

«PER VINCERE SERVE UNA BATTAGLIA CULTURALE, L'ALTERNATIVA ALLA DESTRA. MI FIDO DI ZINGARETTI: APRA IL PARTITO AI DIRIGENTI CHE STANNO SUL TERRITORIO»

Andrea Costa si chiama come il primo deputato socialista del Parlamento italiano, ha 42 anni, ostenta una barba risorgimentale, ha conquistato un posto di consigliere regionale con oltre settemila preferenze, è sindaco di Luzzara e segretario provinciale del Pd di Reggio Emilia da sette anni, ha festeggiato la sua elezione a Bibbiano. Per mesi è stato l'unico dirigente ad andare in tv a difendere "il partito di Bibbiano": «Il Pd nazionale ha molto da imparare da quanto successo a Bibbiano», dice Costa. «Sono stati mesi terribili, gli abitanti hanno insegnato a tutti cos'è la capacità di resistenza, la dignità e l'accoglienza di leader che andavano lì a fare le loro comparsate elettorali. Ora c'è la vicenda giudiziaria ed è giusto aspettare».

A Roma si dice: l'Italia non è l'Emilia. Però il Pd si comporta come se la crisi elettorale cominciata con il tracollo del 2018 fosse finita. È così? «In Emilia abbiamo vinto per il buongoverno, la credibilità di donne e uomini, ma anche per la reazione di un popolo che si è sentito aggredito nei suoi valori e che ci ha premiato anche oltre i nostri meriti. Ora il Pd non può fare finta che non sia successo niente e tornare come prima, a misurare gli equilibri interni delle sue correnti. Ha fatto bene Zingaretti a convocare un congresso straordinario».

Per fare cosa? «Per compiere quel passaggio che manca. Una battaglia culturale, pre-politica. Le persone hanno ben chiaro che cosa sia la destra di Salvini e ci chiedono un'alternativa. Il Pd è fondamentale, ma da solo non basta. Va definita una cultura politica alternativa alla destra, vanno ricostruite le relazioni sociali e le relazioni politiche. La lista Emilia Coraggiosa guidata da Elly Schlein, alleata con noi, ha preso il quattro per cento, ma il suo significato politico va al di là del peso numerico. Ci sono i sindaci, gli amministratori, i consiglieri comunali e regionali. Dobbiamo mobilitare questo patrimonio non per fare le nomine, ma per avvicinarci al compito per cui il Pd è nato dodici anni fa: riscrivere un patto di cittadinanza che tenga unito il Paese, laddove la destra si propone di dividere tra vecchi e giovani, nord e sud, città e campagne».

Lei da sindaco un anno fa emanò un'ordinanza anti-cattiveria e ha subito anche qualche minaccia per questo motivo. «Nell'ordinanza si prevedeva la lettura di qualche libro per chi offende sui social...».

Una misura di rieducazione di stampo maoista... Cosa c'entra la pedagogia con la sua attività di sindaco? «lo penso che un sindaco debba governare bene, pensare all'illuminazione e chiudere le buche, ma questo può farlo pure un sindaco della Lega. lo sono solo un sindaco di campagna, so come si risolve un problema di viabilità, ma mi sento anche diverso da un amministratore della destra, ho altri valori e principi. A volte abbiamo dimenticato di dirlo. Non basta governare bene, a noi viene chiesto di dire qual è la nostra anima. Il movimento delle Sardine ce lo ha ricordato: la politica deve smettere di essere un talent dove le facce passano e non durano».

Anche Stefano Bonaccini, però, ha vinto spingendo la sua faccia e la sua leadership personale oltre il Pd. «Stefano ha ottenuto un risultato personale straordinario. Per il Pd è venuto il momento di mostrare al Paese una responsabilità collettiva: essere in tanti a sposare una causa, a farsi carico di una proposta culturale e politica nuova».

Lei è segretario del Pd di Reggio Emilia da sette anni. Un periodo travagliato: la "non vittoria" di Bersani, la rottamazione di Renzi, la scissione di Bersani e Errani, poi quella di Renzi. In mezzo, avete ceduto il primato nella ex regione rossa per eccellenza prima al Movimento 5 Stelle e poi alla Lega. Con il voto del 26 gennaio vi siete ripresi il primo posto: scampato pericolo, l'Emilia è di nuovo rossa? «Non è così. Non era vero che il Pd era finito, anche nel 2018 dopo un risultato devastante ci siamo rimessi al lavoro e nella primavera del 2019 abbiamo vinto le battaglie per le città. Abbiamo potuto farlo perché abbiamo amministratori che sono rimasti con l'orecchio a terra, che sanno combattere nelle difficoltà. L'intuizione del Pd è più forte degli errori dei suoi dirigenti. Ma non possiamo neppure pensare che ora tutto sia a posto. Ci sono state le scissioni che sono ferite da ricucire, hanno lasciato macerie, anche in termini umani».

Zingaretti è il segretario giusto per farlo? «Nicola è un segretario che sa ascoltare, posso dirlo per esperienza personale, ho imparato a conoscerlo. Sul caso di Bibbiano non era scontato che il segretario nazionale si fidasse di quello che gli dicevo io che ero il suo punto di ascolto sul territorio. Ora va sostenuto il suo impegno per un congresso che significhi aprire il Pd alle migliori energie della società, per una sinistra moderna, riformista».

Traduzione: bisogna trovare spazio nel partito per esponenti delle Sardine? «Non ci serve una risposta politicista, una reazione chimica costruita in laboratorio. Quel movimento ci ha chiesto, prima di tutto, una svolta culturale, una linea di demarcazione netta, una visione del mondo differente da quella della destra. Lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle, che in Emilia era nato. Tornano destra e sinistra, non c'è spazio per un terzo polo che non sceglie. È questo il tema su cui M5S dovrebbe interrogarsi. A noi spetta costruire l'alternativa».

Cultura politica, organizzazione, leadership. I quarantenni che appoggiarono Zingaretti un anno fa per la segreteria sono stati per ora piuttosto mortificati. È il vostro momento? «lo ho fiducia nel segretario. Ci sono tante straordinarie risorse sui territori che possono portare al partito nazionale un contributo importante. Sono contento che sia previsto che il coordinatore dell'assemblea dei sindaci trovi un posto in segreteria. I ricambi non bastano. L'importante è fare tesoro della lezione dell'Emilia Romagna e anche di Bibbiano. E non fare finta di nulla».  

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