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Sono nato il 15 dicembre 1977 e abito a Luzzara, il paese più a Nord della provincia di Reggio Emilia. Ho due splendide figlie, Giorgia e Sara, che sono anche le mie 'complici'. Dopo il diploma al liceo scientifico di Guastalla, ho proseguito gli studi presso l'Università di Bologna, corso di laurea in Scienze Politiche con indirizzo sociologico.

La mia grande passione è sempre stata la scrittura che mi ha portato a fare il giornalista: ai tempi dell'Università ho collaborato con alcune agenzie online, radio e diversi quotidiani lombardi. Per 13 anni ho lavorato nella redazione del quotidiano 'La Provincia', nella sede di Casalmaggiore, occupandomi di cronaca giudiziaria, politica, amministrativa, cultura e sport.
Nel 2010, dopo aver vinto le primarie del Partito Democratico e le successive elezioni amministrative, ho fatto il sindaco di Luzzara e i suoi 10mila abitanti sono diventati la mia famiglia allargata. Nel primo mandato ho dovuto fronteggiare la prova del sisma che nel 2012 ha sconvolto l'Emilia-Romagna venendo poi rieletto con il 70% dei consensi (aumentando di 20 punti percentuali il risultato di cinque anni prima). Nel novembre del 2013 ho vinto il congresso per l'elezione del segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia, la quarta più importante federazione italiana dei democratici: ho corso da outsider candidandomi grazie al sostegno della militanza di base, e poi sono stato riconfermato unitariamente nel 2017 con il 97% dei consensi.

Le esperienze, amministrativa - da sindaco - e politica - da segretario, e ora anche componente della direzione nazionale oltre che coordinatore regionale dei segretari provinciali PD, sono state il naturale approdo di un impegno civico che mi è stato trasmesso in famiglia e che mi ha portato per un decennio a dirigere alcune associazioni locali impegnate in attività per i giovani (gestione degli informa giovani, dei servizi bibliotecari), culturali (festival) e sportive (gestione di squadre di calcio per bambini e ragazzi).
Cosa mi porto dietro di questi ormai 25 anni di impegno per gli altri e con gli altri?

I rapporti umani, la responsabilità che ti viene affidata affinché tu faccia il meglio possibile ogni volta che un cittadino ti porta una richiesta, ogni volta che un militante di partito ti abbraccia al termine di una manifestazione. Mi porto dietro il senso di comunità che si respira ancora a queste latitudini, e il dovere di custodirlo. La consapevolezza che siamo eredi di un pensiero che si è tradotto in proposta politica ed azione di governo: quel pensiero secondo il quale c'è una responsabilità collettiva che determina la traiettoria del mondo, che non può esserci vero benessere se non è diffuso, che l'orizzonte deve essere quello di maggiori diritti per tutti e non per alcuni (che altrimenti resterebbero privilegi).

È stato questo che ci ha portati a Reggio a immaginare gli asili migliori del mondo, partendo dalla richiesta di alcune donne che volevano un servizio cui affidare i figli per poter andare a lavorare: abbiamo pensato che, invece, dovessero essere un primo luogo di comunità, l'inizio di un percorso di cittadinanza fondamentale. Ed è il motivo per cui ancora oggi investiamo in questi servizi che sono un esempio per il resto del mondo. È stato questo pensiero che ci ha guidato nell'affrontare l'emergenza del sisma che nel mio paese ha significato 270 sfollati, tutti gli edifici pubblici inagibili, la paura di aver perso le sicurezze di una vita. In soli 15 giorni ho trovato una casa a ciascuna famiglia la cui abitazione era inagibile evitando di montare anche una sola tenda, in tre mesi abbiamo messo in sicurezza e reso fruibili le scuole, abbiamo garantito i servizi estivi per l'infanzia in spazi aperti e nei parchi cittadini. E negli anni successivi abbiamo colto la ricostruzione post terremoto come l'occasione per rilanciare l'immagine del paese dotandolo di nuovi spazi di aggregazione. È stata una storia di successo, di solidarietà. Proprio come quella che nel 2018 mi ha portato a riaprire il Teatro Sociale che, edificato alla fine del 1800 attraverso l'azionariato popolare, era chiuso da 70 anni: partendo dal basso, coinvolgendo decine di cittadini che si sono prestati a fare i lavori di restauro gratuitamente, ottenendo finanziamenti privati e pubblici per gli interventi strutturali, siamo riusciti a restituire questo straordinario spazio di incontro e cultura alla comunità. La casa di tutti i luzzaresi che prima mi hanno aiutato a ricostruirlo, e ora lo riempiono di proposte culturali o facendo i volontari grazie ai quali curiamo l'afflusso del pubblico. 
A caratterizzare l'impegno politico e amministrativo di questi anni sono state anche l'attenzione ai diritti e all'ambiente. A partire da una riduzione importante delle aree edificabili destinandole all'agricoltura, e intervenendo nella riqualificazione energetica degli edifici pubblici, abbiamo centrato gli obiettivi in termini di riduzione delle emissioni fissati dal Patto dei Sindaci 2020 con un anno di anticipo. E poi i diritti: la revisione dello statuto comunale ha significato porre l'accento sulla parità di genere, introducendo una serie di norme utili a favorire la partecipazione femminile alla vita pubblica. Così come l'introduzione di specifiche misure di sussidiarietà - basate su una sorta di 'patto con la comunità' - hanno aiutato molte persone fragili a superare le condizioni di difficoltà in cui si trovavano salvaguardando la propria dignità ed evitando che qualcuno si sentisse lasciato indietro. Tra le molte battaglie di maggior impatto e di senso profondo ne riporto due. La prima, come segretario provinciale del PD, si è vissuta nel 2017 quando, contro il già segretario nazionale della Lega e nonostante una polemica nazionale, ho difeso il diritto dei richiedenti asilo che vivevano a Reggio Emilia di fare volontariato presso feste e manifestazioni del territorio tra cui anche quelle promosse dai circoli di partito: per Salvini quei ragazzi dovevano restare invisibili sul nostro territorio, oppure segregati in qualche centro di accoglienza e il fatto che facessero volontariato proprio nella festa di partito era la dimostrazione che fosse il Pd a voler favorire l'arrivo in Italia dei profughi. Di fronte all'attacco subito, violento e di portata enorme, anziché piegarmi e sospendere l'attività di volontariato ho deciso di reagire scrivendo insieme alle migliaia di militanti del Pd che hanno sposato la causa con me una delle pagine politiche migliori della storia recente del nostro partito in terra emiliano romagnola. La seconda iniziativa forte che voglio ricordare è l'invenzione dell'ordinanza anti cattiveria che ho scritto e firmato all'inizio del 2019. Un atto amministrativo dotato di piena legittimità ma che ha soprattutto una valenza culturale: è il richiamo a ciascuno di noi a difendere lo stato di salute degli spazi di incontro, siano fisici o virtuali, a preoccuparci del decoro delle piazze social, a recuperare una certa ecologia del linguaggio, a superare la legge della sopraffazione. Anche in questo caso la persona cui più ha dato fastidio il mio atto è stato Salvini che in quel momento era ministro degli Interni e che ha pensato bene di attaccarmi. L'ordinanza è stata tradotta in tre lingue e la notizia della sua introduzione è stata pubblicata sui media americani, tedeschi, inglesi oltre che su tutti i maggiori quotidiani, TV e radio nazionali.