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  • Andrea Costa

Creare reti regionali di ricerca

La legge delega di riforma degli IRCCS ha tre punti critici che andranno superati: non aumenta le risorse a disposizione della ricerca; non guida l’organizzazione delle reti tra istituti di ricerca; non prende nemmeno in considerazione di risolvere il tema della precarietà dei ricercatori in sanità. Parto da quest’ultimo punto perché me ne sto occupando direttamente stante che una parte della soluzione competerebbe anche alle Regioni: abbiamo bisogno che venga definito giuridicamente il profilo del ricercatore, con un inquadramento contrattuale specifico, che consenta di dare stabilità ma anche di valorizzare le professionalità, senza dover ricorrere a degli escamotage per assumere i ricercatori che ne mortificano le competenze. E, come per tutta la Sanità, abbiamo bisogno che lo Stato elimini le norme sui tetti di spesa che limitano le assunzioni, e che ci metta i soldi che alle Regioni stanno mancando: c’è da parte del governo un grave sottofinanziamento, che mette in pregiudizio la tenuta del sistema, che oggi sopravvive grazie alla disponibilità di medici, infermieri, e di tutti gli operatori che coprono turni massacranti. Anche per la ricerca, poi, non si può dire: facciamo una riforma ma senza aggiungere un euro. Significa non aver capito il valore della ricerca stessa, e nemmeno il fatto che possa essere elemento di sostenibilità per tutta la Sanità: la conoscenza, i dati, sono ricchezza. Non investendo nella ricerca pubblica lasciamo che se ne occupi il privato, contribuendo ad impoverire la Sanità anche in considerazione del costo crescente dei farmaci che stanno diventando elemento diventando elemento di disequilibrio finanziario per i nostri bilanci. Da ultimo: la riorganizzazione degli IRCCS ci può stare, ma deve essere governata in maniera obiettiva, altrimenti si rischia che i criteri che la determineranno siano poco chiari e non frutto esclusivamente delle necessità. Vedremo come andrà avanti il percorso, ma intanto c’è una strategia regionale che dovremmo costruire: la stessa legge auspica l’organizzazione di reti tra istituti, credo sia una discussione matura anche per il nostro territorio.



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