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  • Andrea Costa

Io leggo


Si legge di notte, la domenica pomeriggio d’inverno, sdraiati al sole o mentre si viaggia. Non esiste un momento migliore per iniziare a scorrere le pagine, esistono però buoni e pessimi libri. Alcuni ti restano dentro perché te li ha suggeriti una persona importante per la tua vita, altri perché ti ricordano un periodo preciso, alcuni perché semplicemente hanno parlato alla tua anima. Di certi libri ho perso le tracce, dopo averli letti non so dove siano finiti, diversi invece sono ancora sulla libreria o sul mobile della camera, come questi:

- Don Chisciotte della Mancia (Cervantes);

- Otello (Shakespeare);

- Vita di Galileo (Brecht);

- Candido (Voltaire);

- Tutto don Camillo (Guareschi);

- Codice da Vinci (Brown);

- Il giardino segreto (Burnett);

- L’inventore di sogni (McEwan);

- Kennedy (Dallek);

- La maestra e la camorrista (Fubini);

- Non sono razzista ma (Manconi/Resta);

- L’estate fredda (Carofiglio);

- Storia segreta del capitalismo italiano (Romiti);

- La fortuna non esiste (Calabresi);

- Il tradimento (Rampini);

- Parola di Brera (Brera);

- Il mondo di Gianni Mura (La Repubblica);

- Aléxandros (Manfredi);

- Non seguire il mondo come va (Marzano);

- Perché è successo qui (Molinari);

- La coscienza e la legge (Cantone/Paglia);

- Vvere per qualcosa (Mujca/Petrini/Sepùlveda);

- Il senso del dolore (De Giovanni);

- Nuove storie mondiali (Buffa/Pizzigoni);

- Una giornata nell’antica Roma (Angela);

- Osa sapere (Dionigi);

- Panino al prosciutto (Bukowsky);

- On the road (Kerouac);

- Il buio oltre la siepe (Lee);

- La casa sull’argine (Raimondi);

- Il lavoro non basta (Saraceno);

- Uno non vale uno (Panarari);

- L’aquila e il pollo fritto (Zucconi);

e poi tutto quello che ha scritto Andrea Camilleri, ma anche l’intera collezione di Tex Willer di cui ho, insieme a mio padre, la collezione completa

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